the creative processes

mercoledì 8 luglio 2009

pensate un titolo e fate finta di averlo letto per davvero

non ho molta voglia di scrivere qui perché come ho già detto è il contrario che per te, che scrivere ti fa vivere. perché ho ripreso a scrivere sulla dannata moleskine (mi dessero un euro per tutte le volte che ho sentito pronunciare in modo errato questa parola, sarei the new best friend forever della paris).
tocca rifarmi guardaroba trucco parrucco e faccia di merda nuovi di zecca. erano migliori i tempi in cui la nazionalità alzava paletti invalicabili. i bei tempi dei derby sani. invece adesso accaemme è la nostra nuova piazza, il nuovo muretto. erano migliori i tempi in cui ci trovavamo all'expo dischi. in cui prendevo lo spritz al pace. in cui ci sentivamo ogni giorno quando tornavi dalla piscina e mi dicevi "domani per protesta vado a lavorare senza reggiseno" e poi ci vedevamo tutte le sere, io passavo all'angolo di casa tua e andavamo al ranch. e piangevo ad ogni sbronza, mi bastava saltare un pasto e i jeans mi diventavano larghi, avevo pacchi di essemmesse flirtosi da piccole cose. piccole cose come al massimo una respirazione bocca-cazzo. ma proprio al massimo, quindi direi neanche.
impiego ore e giorni a disfare le valigie, a volte nemmeno le svuoto. a volte, nemmeno ci provo. ho comprato una banana verde su sfondo bianco di vinile. sta sopra il libro su lynch e sui testi dei nirvana. troppi concerti, sempre troppi concerti. è una missione, dico a mia madre e faccio finta di crederci anch'io. ma per fortuna ci cibiamo solo di cani e topi giapponesi. non ho ceduto alla colazione inglese, solo alle caraffe di pimms. belli i tempi in cui prendevo 3 gin tonic e tu un bicchierone di tamarindo. perché sei vecchio dentro. mi sono chiesta cosa diavolo ti faccia impazzire di londra e non l'ho mica capito. vorrei avere una vespa dalla quale cadere per rifare la scena di jack frusciante in cui il tipo urla "ma cosa vai a fare in america? noi l'abbiamo trovata qui, la nostra america!".
non mi arriva la felpa di bat for lashes e non mi arriva nemmeno la voglia di staccarmi la sedia dal culo.
credo ci basterebbe guardare un film a caso di allen. o di gondry, che poi sono la stessa cosa come un piatto di pasta e un ansiolitico.
ma parliamo di cose serie: ci sono i saldi e io non ho bisogno o meglio, non dovrei comprare:
- borse (ma per esempio mi mancano: borsa molto fica piccola e borsa molto fica nera da giorno, anche se ho quella di Y's che solo ieri ho ricordato di avere e ho quella nuova della tate)
- gonne (ma per esempio se trovassi gonne setose chi sono io per privarmene?)
- scarpe (qui avrei poche opzioni, in effetti. presto flickr parlerà per me)
- profumi (ma ho scoperto che mi piace classique di JPG, nonostante abbia appena comprato princess compatto di Vera Wang)
- collane e cazzatelle varie (ho già iniziato ad essere molto brava)

rimangono: calze giacche e pantaloni, mi pare. ah, e intimo di cui abbisogno.

sì lo so questo è un post per fighe orizzontali.

lunedì 29 giugno 2009

I don't give a fuck (peaches in magnolia we trust)

il mio problema è che individuo i cazzi pesi con largo anticipo. ma poi visto che anche il test di facebook lo testimonia, sono una courtney love come crazy bitch. troubles belong to me and i belong to trouble. per cui ci vado secca di faccia, ogni volta.
le tre abili mosse sapientemente individuate.
potenzialmente i miei amici sono i migliori che abbia mai avuto. potenzialmente questa è la vita migliore che mi potessi regalare.
sappi che mi hai passato il mal di testa e che le tue figurine proprio mi mancavano, così ora ho quasi completato la collezione. ho lo spessore emotivo di un cartonato.
datosi che molte cose non mi quadrano più, sono andata a vedere le luci della centrale elettrica. e meno male che felson mi ha spiegato dov'ero finita ad agosto. apprezzo le persone che sottolineano la mia totale dedizione alla sbronzammerda facile. non vedo l'ora di rifare una serata in cui possa chiudere elegantemente con tequila sale e limone che per me equivale alla criptonite. punto di non ritorno alcolico della vale: raggiunto. porta genova, abbiamo un problema!
un giorno quando tornerò dal giro di cazzacci miei forse scriverò anche una dettagliata recensione per last.fm but not now.
voglio però condividere con voi miei milioni di lettori la scena migliore del concerto: fin dal momento in cui siamo arrivate l'abbiamo notato. il classico tipo che non c'entra un cazzo. la macchietta. fosse venuto in posti ameni quali il magnolia non se lo sarebbe cacato nessuno. ma. tipo, non so se te lo hanno detto ma sei a mantova. anzi. nemmeno a mantova. sei in provincia di mantova. non ho detto ferrara. ho detto mantova, santo cielo. mantova che è l'unica città con su gente di pseudo sinistra. te l'hanno detto e lo stesso ti sei vestito coi cheap monday? e i mocassini? e la canottazza tamarra? insomma se scrivo "poche idee ma confuse" su google mi esce la tua faccia. poi piove. e ti pareva che pioveva. e tu caro amico alternativo stai attaccato alla transenna e siamo in 30. forse 29. alle prime 3 canzoni nessuno applaude. poi fa stagnola e questo genio tira fuori dalla tasca dei suoi fantastici skinny grigi un foglio di stagnola, appunto, che srotola in faccia a vasco. ma l'avrà visto? come cazzo ha fatto a non scoppiargli a ridere in faccia? io sarei sceso dal palco e l'avrei abbracciato tipo puntata di grattacchecca e fichetto.
per il resto il concerto è uguale a quello di mezzago. uguale così uguale che ho visto tanti di quei gatti neri che non ci volevo credere.
parliamo dei commenti della persona che era con me? dire che buon sangue non mente non renderebbe.
parliamo del culo di vasco? per quello rimandiamo alla rubrica che tengo sul cioè.
parliamo del fatto che non ci fosse nessuna dentiera di canali? tutto su!
parliamo invece di vasco che ha sbagliato 3 volte. l'ho gufato. moltissimo. e poi comunque secondo me si è sentito in imbarazzo perché io gli stavo davanti e sapeva che sapeva meno di me. vasco quando vuoi ti do ripetizioni, TU NON PREOCCUPARTI.

venerdì 26 giugno 2009

questo è un post momentaneo. devo scriverlo quello ufficiale ma è come dopo mezzago, in un certo senso. devo scriverlo il post e anche se sono sveglissima non riesco. perché il disco dei kasabian mi ha solo fatto venire voglia degli strokes. perché tornare dopo il concerto di vasco con la pioggia e beccarsi una radio che passa jeff buckley non è proprio un cazzo leggero. e meno male che non c'era canali.
vasco ha un culo bellissimo, che si sappia.

giovedì 18 giugno 2009

hai presente la canzone più figa dei velvet?

ti volevo dire che mi piaci tanto. anzi molto. te lo volevo dire legata tenuta fermata che poi sembra una canzone come hai detto tu. te lo volevo dire che non ci credo tanto anche se fai le battute e dici che sei così con tutti anzi con tutte anche con tua mamma. te lo volevo dire ma poi non te lo dico e i motivi li hai così bellamente elencati tu.
ti volevo dire che anche se scivolo poco sulle mie occhiaie ho smesso da tempo di trovarti una spiegazione. te lo volevo dire urlando senza audio come nei film del cazzo che ti guardi tu. come quando ho detto a matteo "te e la tua musica di merda". alla fine è colpa mia se è andato a londra a vedere i cardiacs. se è andato a londra con la moleskine city guide che gli ho regalato io. che gli ho dato al libenter. quanti milioni di anni sono che non metto piede in quel posto. slavine di fatti ed emozioni dalle dimensioni impercettibili ma assolutamente inevitabili.
non so più ballare ma forse perché me ne sono andata prima di stripsearch. secondo me ho perso il ritmo. come ai concerti quando devi battere le mani e ti distrai ed è un casino recuperare. perché poi dio sa dove hai lasciato la ritmica che ti sei tatuata sulla nuca.
ti volevo dire che mi dispiace ma qui è davvero scemo chi legge. e sono stanca di scrivere di cose che non ho. e che un blog è un blog e allora questo è un'altra cosa. perché non parla di niente. perché parla di te. che non sei ancora niente. perché non parla di te. che sei lontano da tutti e anche dal niente.

alla fine la lacuna la si può creare. cancellare le persone non è così difficile. come nel film basta eliminare tutte gli oggetti portatori sani di ricordi. e nei miei casi ho dovuto buttar via davvero poco. ho gettato via la persona fisica che ero anche se uso sempre più spesso quella parola di tre lettere che ci definiva meglio di tutto il resto. the rest of the best. lentissimamente respiro.
ti volevo dire che anche se io sono un fiore stupido come dici tu, tu allora sei un fiore stupidissimo. e bellissimo, come tutti i fiori, anche quelli che non profumano. l'importante è non diventare rose sotto le campane di vetro, che c'ho la claustrofobia. e i biondi lo sai che non mi piacciono. o quelli con gli occhi chiari mi innervosiscono. dimmi dove cazzo stai guardando, dimmelo. 
è scontato dire che farò rifare l'asfalto per quando ritornerai.

poi smetto di aspettarti, smetto di girare la testa in tutte le direzioni. poi smetto di preoccuparmi. dormo a stella. 

lunedì 15 giugno 2009

che mentivi lo sapevo. che mentivi su tutto con tutti lo sapevo. ma arrivare a spacciare un fake linkedln mi sembra addirittura troppo anche per te. poi sì, non sono mica così simpatica. anche se nella mia foto di fb ho la frangia perfetta e la fascetta alla juliette lewis non sono mica così simpatica. ho la pelle chiarissima, non sono più mora, non sono senza spalle e non ho espressioni da deficiente. e meno male che ha fatto pure i corsi giusti del giro giusto. 
mi state sul cazzo, sì, sbobinatemi, sì, votate per me vi prometto un futuro migliore. votate per me alle prossime elezioni per il miami. pastore è un impostore. votate per me e il rock in idro si farà in idro non dove manco la metro arriva più. a parte che porta genova is a ghost stop. la devi smettere di dirmi minchiate. la devi smettere di dire cose a cui non crederebbe un sordo se ti ascoltasse. e io in ogni caso mi devo riprendere. non ho orari (questo post lo dimostra), non dormo decentemente (ma è colpa dell'estate), non mangio in modo appropriato (mi vergogno di dire ciò che ho poc'anzi combinato), non riesco a girare di 180 gradi la mia vagina. non pongo mattoncini lego sui quali fondare un futuro verosimile né alternativo. metto via i soldi e parto con medici senza frontiere. non riesco nemmeno a ipotizzare mete esotiche. 
cari i miei simpatici amici maschi vi siete persi un signor concertello dei faith no more. e dei gogol bordello. gli altri furono prescindibili. ho sudato così tanto che nemmeno a vedere i subsonica. che nemmeno in dauntaun al leoncavallo a dicembre. (ed è interessante il fatto che allora avessi la canottiera ed ora che è estate non riesca a mettere cose senza maniche). non ho mai concepito le mezze stagioni. non ho mai percepito le mezze emozioni. ho avuto bisogno dell'aiuto da casa per capire quanti anni hai. e una volta compreso ciò mi sono sentita io giovane giovane e ho capito che tu sei vecchio fuori e babbo dentro. detesto le persone più precise di me. sono il pane quotidiano delle zanzare. a ferrara sotto le stelle ci vado cosparsa di zanzariera. mi autoproduco impacchi per i capelli e inutilità da donnetta. lascio che il tempo che non passa passi velocissimamente così tanto che tra uno 02 devo fare valigia e prepararmi a figure di merda tipo cherrrrrrsssss. mi state sul cazzo, sì, sono sempre molto fine, non imparerò mai a parlare. non ho smesso di mangiarmi le unghie per questo metto sempre lo smalto. non ho smesso di alzare la voce a livelli che solo candy candy o i cani peggio ridotti possano sentirmi. non ho smesso di dormire nuda ma vestita anche solo di lividi. non ho smesso di abusare di thé in polvere e di pane da tostare. non ho mica smesso, non ho mica smesso. 
avevo detto esattamente 4 mesi fa che ho dei problemi. e infatti quei problemi come dicevano i metallica tornano e mi tentano.

martedì 9 giugno 2009

ioamociocheodio

non parto bene perché il cd l'ho lasciato a milano e ascoltato from ipod non è la stessa cosa.
by the way come ha detto qualcuno che adoro vasco è diventato un signorino. quantomeno va apprezzato per la coerenza, molto meno per la sua capacità di fare una cazzo di lavatrice. vasco è dimagrito e si è alzato, ché se fai sport cresci prova ne è la maglietta cortina. vasco non beve e messaggia alla tipa che non se lo caga mai. ah ma io ne conosco di coppie così. vasco non è mica come dente che invece si imbosca appena fuori dal magnolia e limona duro a caso mentre passano canzoni dal cd di non è la rai. e io urlo vi mancano la piscina e l'auricolare e lo zainetto e siete perfette. dente peraltro si trucca gli occhi e non si ricorda mai la storia di vera che mentre fa cose dietro il camioncino delle rizla sente un mazzolino e scappa sotto al palco.
sono andata al miami per samuel katarro.
ovviamente non l'ho visto manco di striscio. non ho fumato mai sigarette. nemmeno quella passata da vasco, nemmeno la canna imposta. perché poi io le lecco. beh.
sono andata al miami con le lacrime agli occhi e poi è finita che ero tra i due fuochi sopracitati con musso che conosce tutti ma io non riesco a parlare bene con la mia ossessione vivente. per fortuna avendo fatto picnic di ore costruiti in modo tale da non riuscire ad alzare il tasso alcolico nemmeno con una damigiana di lambrusco. tre giorni di magnolia e passa la paura. pogo duro per i ministri, inverosimiglianza. super elastic moscetti. julie's bravi ma non commento il pubblico anche se ero certa che. che ci saresti stata. uh. sfigata. sfigataaaa. ma ero certa ci saresti stata.
bancarelle prescindibili cocktail con giunte infinite ma mai bastanti. paranoie e colli bagnati da lingue immaginifiche. scena migliore the winner is un genio che dice a dente ah ma tu sei vasco e lui ride e pensa macccheccazzomenefotteameanchestaseracihognocca. scena peggiore alla fine in cui il dj set è degenerato in cori inutili tranne quello aizzato dalla sottoscritta ma che ha raccolto adepti da ogni dove e recitava così: pastore! scemo scemo scemooooooo
alla fine la fine non c'entrava nulla col miami col magnolia con pastore (o forse con pastore sì) con vasco con canali con le bancarelle ma c'entrava con la tombola e l'atmosfera da festa dell'unità nell'aerea cibo. all'improvviso l'incoscienza se la prendono tutti con un loser cosmico (spero sul tubo ci siano video, io ero troppo sui lampioni per poterne fare) compresi luci bassista dei 3 allegri dente figaoccasionale di dente tutti noi della crew più gente che secondo me semplicemente non ce la faceva più. voglio sottolineare che la battuta HAI L'X FACTOR che ha fatto tanto ridere vaschetto era mia non di chris. sia chiaro. come sono timidella, che tenerezza.
voglio anche ribadire che quelli lì del magnolia la devono piantare di mettere il cd del tempo. anche perché non c'era nessuno lì con me che capisse cos'è il cd del tempo e ciò non è stato affatto giusto. sareste persone migliori se foste cresciuti al tempo. o fuori dal tempo, in macchina. perché poi io non pagavo mai ma mi rompevo in sala metal col mio ex e facevo i giri e limonavo random.

tutto procede come non è mai proceduto per 24 anni. la vita scandita dai soli impegni musicosi. non ho filtri di impegni altri. non ho bisogno che di liquidi chiari. finire la dannata fiaschetta. ripassare mentalmente le frasi da turista dello shopping. decidere outfit. mi vesto sempre di nero, solo di nero. sempre più bionda. sempre più sbronzastronza. perseverare nel dire no a tutte le persone inutili. che già bisogna combattere le canzoni inutili e non sai come sia difficile quando si alza la temperatura. non ricordo l'ultima volta che ho partecipato al tormentone estivo. democrazia musicale. scrivo sempre pochissimo e ho disimparato a leggere. uso please kill me come fermaporte in una casa che di porte non ne ha. tu giustamente dici di pensare che sia un'alcova. con le zanzariere superficiali e poster incorniciati di memorie ritorte.
ho sempre l'ansia. fatico a distinguere il giorno dalla notte la realtà dal sogno il salato dal dolce il buono dal cattivo. mi sento come dopo la lacuna. brama di certezza che non conoscerò mai.
per cui ringrazio sempre dio che mi ha fatto troppo poco intelligente.

ti scrivo che sono seriamente e serialmenteferialmente preoccupata perché nonostante mi sia iscritta al grupppo su fb per disintossicarmi dalle canzoni di vasco brondi in realtà non è che stia funzionando molto eh. però tempo due anni e nessuno se lo cagherà più come gli scisma e allora mi amerà, ti dico. e mi rispondi guarda come è messo canali, non c'è margine di miglioramento, mi dici. e mi dici, vale sono preoccupata per lui e per te.
come primo miami posso solo dire che ho speso poco e ciò è buono (al contrario di ciò che farò con la doppietta al fake rockindro next weekend) e che nonostante l'edizione in forse a livello metereologico e astrale e gli appalti e i subappalti delle nostre lune storte valeva la pena di per fare un'andata al telefono con mia madre e dirle "scusa richiamami dopo ché adesso sto cantando" e un ritorno in 5 schiacciati negli avanzi a urlare le canzoni della spiaggia deturpata. è scontato dirlo ma per queste cose non c'è prezzo.

giovedì 4 giugno 2009

ma quanto miodi?

che è estate lo capisci dal palinsesto. che mediaset è finanziata spudoratamente da sky per fare cagate così poi sei obbligato a chiavare a pagamento.
assisto a quei gesti guidati dalla tua stupidità.
felson l'aveva già scritto ma io non ci volevo credere però ora mentre scrivo in mutande, all music passa il video di syria al contrario. pensavo scherzasse. ma ora mi preoccupo perché metà almeno della gente che c'è io la conosco. milano è il buco più stretto che un maniaco delle vergini possa desiderare. a parte che se c'è marcelo che te lo dico a fare? ma poi cazzo sono miei amici (conoscenti) di fb. paura e disgusto. poi comunque è un lungo spot dell'american apparel.
siamo anzi siete molto oltre la realtà. mi sento che tra poco è settembre. mi sento che è estate perché non dormo prima di una certa e questa certa è sempre più tarda.
reset
magnolia ti amo poi ti odio poi forse ti apprezzo. io e la vera abbiamo già i fazzoletti per sopperire alla mancanza di vasco. ma ci rifacciamo il 26 agosto, che poi è nettamente la mia festa.
così è se vi pare almeno londra una settimana. almeno berlino e il treno delle alpi. almeno ferrara sotto le stelle. almeno la magnolia parade ma ho letto cose pessime di peaches!
ho comprato e scaricato tanta musica riottosa. I want to be the girl with the most cake. e last.fm lo può testimoniare. la sindrome della presenzialista mi fotte. e addio fottiti ma aspettami e mi hai dedicato lacrimogeni. e hai mentito scrivendo che lo dedicavi a chi ti protegge dai manganelli. e hai detto che per le canzoni inutili non ne hai bisogno. e che ti ricordi per fortuna che giorno è il 29 maggio. e che sono da sposare perché di notte ascolto mojo pin.
mojo pin è da sempre la canzone della sveglia d'estate. ti viene a prendere per mano la mattina presto quando i sogni sono profezie. ti sbatte in faccia la realtà di sempre che tu sia o non sia innamorato. perché si muore come si dorme, completamente soli. e il resto è un cercare di tenere il ritmo del ballo che hai deciso di ballare. noi due cosa balliamo?

sono pronta per il picnic per le finte navette e per le bancarelle di baci inutili e tutta la droga che inspiegabilmente riusciamo sempre a trovare.

martedì 26 maggio 2009

and she said "Laghetto!"

tutti sanno che se uno è felice o comunque ci sta dentro una minima non scrive. ma non gli viene proprio da imbrattare frontpage insomma. così ora che dovrei scrivere su commissione non esce nulla. che dire? la noia è assolutamente il sentimento fondante della mia vita. esco il giusto, mi sbronzo sempre. non so come o perché. però esistono cocktails imprescindibili come absolut pera + lemonsoda. e vanno giù che nemmeno gin + cedrata o gin + estathè. vado a concerti disparati et inutili ai quali però becco sempre questo cazzo di tipo che è brutto e però ha una nuova morosa. nonostante esso faccia il videomaker non ha il benché minimo appeal, che si sappia. se mai, caro tipo che ho conosciuto al frida 2 vite e mezze fa, capitassi qui a leggere, sappi che hai tutto il mio scazzo. che poi io vada sempre ai concerti dove va lui mi fa riflettere. io sono presenzialista ma ipotizzo mi batta. e il perché è che ho tralasciato concerti dubbi. ma per forza, ho spirito di conservazione.
poi che dire? uhm... il restyling continua. e sì, ho ceduto e mi sono ribucata. cioè, mi devo ribucare. starò malissimo ma è giusto così. tanto al setto ce lo hanno tutti e a me mi piace arrivare sempre tardi nelle cose. sono arrivata fuori tempo massimo con jeff e con le luci, quindi...
inizia l'ansia del dove cazzo mi sbatto in vacanza quest'estate. allora io dovrei solo studiare. ma tipo che non dovrei nemmeno avere il tempo di pensare di dormire per fare gli esami che devo fare e farli come vale comanda. però mi sono rotta di fare la margot della situazione e voglio berlino. uhmmmmmmmm
competition di città europee con finalità musicologia.

scalini di scatole di cartone di troppe emozioni che rendono insensibili.
non dipendo da nessuno e a forza di spirali mistiche nelle braccia sono diventata pacifica.

venerdì 22 maggio 2009

andrea ti amo tanto
te e i tuoi occhi scuri e i capelli scuri e i tatuaggi che mi farai e barcellona e i lit e cose difficili e i remix dei sangue misto
e i dilatatori delle nostre anime posticipate nei disegni in bianco nero e rosso come jack white adorerebbe
in questa casa cazzo non si dorme

dormire sul pavimento perché non ce la facciamo ad arrivare al letto
non dormire e vomitare smalto arancione
stai attento e sii serio.

perché c'è chi rimira le mie calze e io lo so che mi guarda le tette e tu sei attento anche se sei lontano e mi puoi volere la mano e le mani nel freddo stringersi negli anni stringersi.
andrea ti amo tanto

martedì 19 maggio 2009

sono andata al woodstock.

concerti a cui va la solita gente quindi io. quindi noi. con la mano e il braccio infilato fino al gomito nella borsa per cercare il dannato cellulare. per leggere il messaggio del tipo. grrr. grrr. tanto rimaniamo impantanati nelle nostre sabbie mobili di zeta reticoli. non è mai facile. andare avanti, abituarsi a nuove cose. io ad esempio ne ho paurissima. respiri e sospiri nuovi e insonnia che è sempre la stessa. quanto ci illudiamo di stare bene? stiamo bene? stai bene? sto bene?
volevo mandarti il messaggio di auguri ma mi sono accorta di non averti più in rubrica e non ci crederai ma non ricordo il tuo numero. non bene.
per cui insomma bisogna solo impegnarsi a respirare sempre almeno un pochino.