domenica 11 gennaio 2009

mentre scarico blondie e I'm not there mangiando l'imitazione scarsa del kinder cereali, scrivo. i fatti sono pochi pochissimi ma riempiono di brutte attese e ricordi errati le situazioni. il mio loop è costituito da poche frasi e le azioni di questi ultimi mesi. le mie azioni, che ricordo con ordine maniacale e delle quali vorrei d'ora in avanti si potesse tacere internazionalmente. mi sento seriamente come nel video di roni size "brown paper bag" che credo di non vedere dal 1997 e che però ho bene in mente quanto spaccasse.
la frase che penso sempre quando vieni dentro è letteralmente I'm gonna loose my mind
non ho idee.

lunedì 5 gennaio 2009

finalmente ho capito chi mi ricorda lane kim (gilmor girl). è uguale, cazzo. non mi interessa moltissimo fare il bilancio tipico dell'anno bisesto. con quanta gente ho scopato, con quanti ho fatto l'amore, quante volte ho fatto il test di gravidanza, quanti treni sbagliati ho preso, quanti concerti ho visto da sbronza, eccetera eccetera. che noia.
adesso ho i boccoli ma come nella pausa delle tre settimane infernali, non li vedrai, come non mi avevi vista con le trecce. io non ti vedo dappertutto e non piango ogni notte ogni mattina appena sveglia. anche il magone congelato di gennaio ormai è superfluo. vorrei essere in grado di fare un collage di tutte le tue parole in ordine bello e compiuto. da casa (ravenna) mi suggeriscono risposte simpatiche et intelligenti alle tue frasi epocali come "tu sei già perso". provo vergogna per chi mi sta di fronte quando mi chiede il numero ripetute volte e io rispondo che non c'è bisogno perché tanto ci vediamo sempre da peppo, lo sai. milano non è la verità e io ricordo, non dimentico. compro libri stupendi che se avesse senso consiglierei e cioè da cosa nasce cosa di munari che amo tanterrimo ma solo per arrivare ai 100 punti della feltrinella per comprare please kill me e l'unico libro che mi manca di bangs.
shopping selvaggio a tutti i livelli da scarpe plateau e clark's, a borse di comme des garçon su dover street market, e biglietti di concerti, lo zainetto light side of the moon dell'invicta, calze giapponesi from 10 corso como (e tutte le cristo di mostre che ci fanno là dentro: passione infinita per diane arbus, per bruce weber), barbatrucchi della MAC, l'ipod touch (in apple I trust), magliette di gentaccia come quella ballerina degli animal collective e quella rosa con la scritta chan el di cat power o quella nera della stupida troietta che tu dici che sono uguale ma secondo me magari, l'agenda rigorosamente non moleskine che come ha detto la fra porta sfiga e quindi quest'anno che è pure dispari tocca all' agenda presa alla hoeply dove ho quasi perso la cuffia nuova ed è dedicata ai perfezionisti (appunto), e ancora la ixus rosa della canon e sticazzi basta anche questo natale ho detto la mia per l'economia che ha da girà.

provo disagio ogni qual volta mi guardi e mi dici allora vale scopiamo e mi sento come quando sto in stazione garibaldi e leggo treni in partenza seregno treni in arrivo seregno novara cremona. non riesco è vero a guardarti negli occhi a ballare al cox a non parlare in inglese se sono sbronza di vino rosso di caraffe di spritz di vodka lemon di lasagne di agnello con le mele fatto da denis del ragazzo della mia amica che mi vuole baciare in bagno ad un metro anzi diciamo 60 cm da lei. che noia.

sto solo aspettando venerdì 30 gennaio, pensa te che ragazza dalle poche pretese.

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