sul dizionario dei sinonimi a fianco della parola amare c'è la parola odiare.
non lo sapevi?
l'ho capito anch'io solo conoscendoti.
l'ignoranza è forza. mi porto la solita sfortuna da sola.
martedì 31 marzo 2009
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sotto l'argine nessuno è normale
martedì 24 marzo 2009
le luci delle emozioni psichedeliche
La vera dice che le piace tanto e se piace a lei buona camicia a tutti. Lo spot sarebbe milano non ti riconosco più ma ti voglio ancora bene come dicono a radio pop. Ti voglio ancora bene stocazzo. Se pubblicizzate e ve la menate non potete fare i concerti nei buchi di merda dove la gente si ostina ad assistere ad uno pseudo concerto sulle scale. Non basta la tessera arci perché gli offlaga se li cagano tutti, a quanto pare. Tutti tranne me. Tranne noi.
Poi il dio da mezzago l’ha fatto tornare sui lidi originari. Sulle spiagge deturpate dei navigli bassi.
Che fretta c’era. Cantare jeff buckley su rai due in prima serata. Vasco brondi ha l’x factor?
Un giorno avremo una casa insieme. Vorrei tornare ai tempi in cui io contavo anche le micro briciole che mi davi, i tempi in cui eri tu a cacciarmi da casa tua. Vorrei non avere questa casa piena di cose tue, piena di te. Vorrei tornare ai tempi in cui tu avevi il potere, io ero tua e follemente innamorata. Sì. È per questo che si dice follemente.
Maledetta primavera. Il vino della vineria che mi sto scolando e non sono nemmeno le 5 del pomeriggio. Marzo è agosto e aprile sarà settembre?
Apriamo una pagina a caso.
ERAVAMO BRUTTI COME NELLE FOTOTESSERE.
Anche se dici che vengo sempre bene io so che vengo sempre con facce varie ed eventuali. Espressioni ipotetiche. Il vino è lontano e le rose di carta cadono. Sempre.
Non ritrovo il mio eternal sunshine lo devo aver buttato ma non credo. La domenica mattina in cui sei tornato da me col libro incartato (che era il manifesto) e io ti ho accolto con la tuta gioca-dormi che dicevi di invidiarmi tanto. È inutile mentire a se stessi perché si perde solo del gran tempo. Ora capisco perché non ho mai avuto storie lunghe. Vorrei leggere le vostre conversazioni per convincermi definitivamente di ciò che è così ovvio che è stupido persino scriverne. Parlartene. Senza occhiali grossi. Sempre magra, col taglio perfetto. Dimostra 20 anni.
Poi il dio da mezzago l’ha fatto tornare sui lidi originari. Sulle spiagge deturpate dei navigli bassi.
Che fretta c’era. Cantare jeff buckley su rai due in prima serata. Vasco brondi ha l’x factor?
Un giorno avremo una casa insieme. Vorrei tornare ai tempi in cui io contavo anche le micro briciole che mi davi, i tempi in cui eri tu a cacciarmi da casa tua. Vorrei non avere questa casa piena di cose tue, piena di te. Vorrei tornare ai tempi in cui tu avevi il potere, io ero tua e follemente innamorata. Sì. È per questo che si dice follemente.
Maledetta primavera. Il vino della vineria che mi sto scolando e non sono nemmeno le 5 del pomeriggio. Marzo è agosto e aprile sarà settembre?
Apriamo una pagina a caso.
ERAVAMO BRUTTI COME NELLE FOTOTESSERE.
Anche se dici che vengo sempre bene io so che vengo sempre con facce varie ed eventuali. Espressioni ipotetiche. Il vino è lontano e le rose di carta cadono. Sempre.
Non ritrovo il mio eternal sunshine lo devo aver buttato ma non credo. La domenica mattina in cui sei tornato da me col libro incartato (che era il manifesto) e io ti ho accolto con la tuta gioca-dormi che dicevi di invidiarmi tanto. È inutile mentire a se stessi perché si perde solo del gran tempo. Ora capisco perché non ho mai avuto storie lunghe. Vorrei leggere le vostre conversazioni per convincermi definitivamente di ciò che è così ovvio che è stupido persino scriverne. Parlartene. Senza occhiali grossi. Sempre magra, col taglio perfetto. Dimostra 20 anni.
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vasco brondi is my radar
martedì 3 marzo 2009
Su tutti i comodini di tutti i miei mondi c’è un coltellaccio da cucina. Sopra le vene di tutti i miei polsi di tutta la mia vita ci sono dei tagli. Ho paura di morire e ho paura di vivere. Non so vivere e non so morire. I problemi veri sono quelli delle persone che non hanno i soldi per comprare i vestiti dei gormiti ai propri figli. Tutte le cazzo di persone che non hanno i soldi per curarsi. Tutte le persone che hanno visto ucciso parenti amici fidanzati per i motivi più assurdi. Così ci ha insegnato maria de filippi e le maestre degli asili che noi tutti abbiamo frequentato. Il catechismo il mercoledì pomeriggio. Gli scout la domenica mattina. Ci siamo passati tutti. Ci sei passato anche tu.
Eppure.
Eppure non capisci.
Le gambe depilatissime di giulia sugli scogli della tua liguria. Cosa credi, a rapallo non verrò mai. Le gambe depilatissime di giulia che fotografate da sotto sono davvero magre e davvero lunghe tipo effetto ottico stra-abusato nei video di beyoncè. L’unica cosa che riesco a trovar che stona è la cellulite. Io sono 3 volte lei. Io e la mia pelle chiarissima. Giulia è stata biondo platino e stava così bene. Tu e giulia vi fate le tipiche foto che si possono fare con le digitali che hanno tolto tutta la poesia della fotografia. Non c’è una e dico una cazzo di foto in cui siate abbracciati, in cui vi stiate baciando. Non concepisco. Non concepisco eppure lei è stato l’amore della tua vita. Lei e quella prima.
Io nelle tue mail lunghissime sono la persona che in questo momento non ti va troppo di vedere. Non ho un nome. Azzurra sì. Lara sì. Carlos sì. I tuoi amici sì. Io no, io mai.
Quando eri via ho fatto tutte le mie cose sentendomi leggera. Tu appesantisci il quotidiano. Tra pochi mesi ti odierò così tanto che ti soffocherò nel sonno.
Ti scrivo è finita ma la verità è che non è mai iniziata. Io che alle spalle e sulle spalle ho solo storie tragiche complicatissime e piene di violenze di ogni sorta sogno sempre la giornata perfetta il vestito perfetto il ragazzo perfetto. Ma quando ti faccio l’elenco delle cose che deve avere mentre mangi la costata il sabato a pranzo vedo una piccola vena dei tuoi occhi che si gonfia, ti si incrina lo sguardo, l’umore, la prospettiva. Se ti tratto male mi rincorri e menti, se ti faccio sentire importante ti chiudi e ti allontani, mi rinneghi.
Eppure.
Eppure non capisci.
Le gambe depilatissime di giulia sugli scogli della tua liguria. Cosa credi, a rapallo non verrò mai. Le gambe depilatissime di giulia che fotografate da sotto sono davvero magre e davvero lunghe tipo effetto ottico stra-abusato nei video di beyoncè. L’unica cosa che riesco a trovar che stona è la cellulite. Io sono 3 volte lei. Io e la mia pelle chiarissima. Giulia è stata biondo platino e stava così bene. Tu e giulia vi fate le tipiche foto che si possono fare con le digitali che hanno tolto tutta la poesia della fotografia. Non c’è una e dico una cazzo di foto in cui siate abbracciati, in cui vi stiate baciando. Non concepisco. Non concepisco eppure lei è stato l’amore della tua vita. Lei e quella prima.
Io nelle tue mail lunghissime sono la persona che in questo momento non ti va troppo di vedere. Non ho un nome. Azzurra sì. Lara sì. Carlos sì. I tuoi amici sì. Io no, io mai.
Quando eri via ho fatto tutte le mie cose sentendomi leggera. Tu appesantisci il quotidiano. Tra pochi mesi ti odierò così tanto che ti soffocherò nel sonno.
Ti scrivo è finita ma la verità è che non è mai iniziata. Io che alle spalle e sulle spalle ho solo storie tragiche complicatissime e piene di violenze di ogni sorta sogno sempre la giornata perfetta il vestito perfetto il ragazzo perfetto. Ma quando ti faccio l’elenco delle cose che deve avere mentre mangi la costata il sabato a pranzo vedo una piccola vena dei tuoi occhi che si gonfia, ti si incrina lo sguardo, l’umore, la prospettiva. Se ti tratto male mi rincorri e menti, se ti faccio sentire importante ti chiudi e ti allontani, mi rinneghi.
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